giovedì 25 giugno 2015

Giorno 26 papà, mamma e due bambine saranno sfrattati e buttati fuori. Un caso umano che scuote le coscienze.


Giorno 26 papà, mamma e due bambine saranno sfrattati e buttati fuori. Un caso umano che scuote le coscienze.


Giorno 26 papà, mamma e due bambine saranno sfrattati e buttati fuori. Un caso umano che scuote le coscienze.
S.Alessio Siculo – Alfio Di Pietro è un papà ed un marito attento alla famiglia, ma è sfortunato perché non lavora, è disoccupato, non ha soldi per comprare da mangiare e in più il 26 giugno sarà sfrattato di casa e buttato in mezzo alla strada, lui, la moglie e due bambine. E’ una storia triste, che ha commosso un paese e che ha destato  turbamento in tutte le famiglie. Giorno 26, padre, madre e due figlie saranno messe in mezzo la strada, a seguito di una ordinanza di sgombero emessa  dal Gip del Tribunale di Messina e che sarà eseguita dai carabinieri della stazione di S.Alessio Siculo.  Tra le 4500 persone che leggono giornalmente la Gazzetta Jonica  ci sarà sicuramente qualche famiglia  che potrà dare aiuto e sostegno  ad Alfio Di Pietro  (recapito 333/8465018) ed evitare che padre, madre e  due bambine vadano a dormire sotto il ponte dell’autostrada o sulla spiaggia di S.Alessio.  Chi può, dia una mano a questa famiglia. Grazie.
..
Questa la lettera che ci ha scritto:
“il mio nome e Di pietro  Alfio e il mio problema e questo:  in data 25 Gennaio  2015 ho occupato un alloggio Popolare  in Sant’Alessio Siculo via Saitta  4, poichè sono disoccupato dal 2007 ed  ho due bambine di anni 14 e 9  ( di cui quella di 14 anni deve fare gli esami per la licenza media il giorno 29 giugno) e non ho potuto piu pagare il canone  dell’immobile che avevo  in locazione perché da un paio di anni senza lavoro. In data 20 Giugno mi arriva l’ordinanza del giudice che mi è stato notificato dai carabinieri del Comune di Sant’Alessio siculo ove mi invitano a sgomberare l’alloggio popolare immediatamente.  Io non ho dove andare tra l’altro siamo sotto la stagione estiva ed e impossibile trovare un’abitazione annuale, il Sindaco  non mi sta aiutando,  non ho nessun sussidio da parte dell’amministrazione comunale, vivo in situazioni economiche molto disagiate e stentiamo pure a sopravvivere, perché non trovo i soldi per comprare pane e pasta. Da parte mia sarei ben disposto a lasciare l’immobile anche subito a patto che l’amministrazione mi venga incontro, mi aiuti; aiuti me e la mia famiglia.   Per favore aiutateci,  siamo quattro persone disperate che dal mattino alla sera  mangiano lacrime”.
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Questa la triste lettera. Il nostro appello è rivolto principalmente al sindaco di S.Alessio, Rosanna Fichera, politico stimato e ben voluto, ma prima di tutto mamma e donna esemplare. Ci rivolgiamo a Lei perché trovi una soluzione a questo delicato caso, che smuove le coscienze delle persone oneste e laboriose.
La Gazzetta Jonica

domenica 21 giugno 2015

Udine : finanziati nonostante fossero sotto procedura fallimentare



Udine : finanziati nonostante fossero sotto procedura fallimentare


A Udine in un procedimento di esecuzione immobiliare accade qualcosa di incredibile, coloro che leggeranno questa notizia accosterebbero l’accaduto a una città del Sud invece no è successo nel Friuli Venezia Giulia
Udine :  finanziati nonostante sotto procedura fallimentare
Udine : finanziati nonostante sotto procedura fallimentare
Era l’inizio del 2004 quando due coniugi ambedue sotto procedura fallimentare chiedono un finanziamento per l’acquisto dell’abitazione di Euro 150.000,00 e in un paese normale una Banca visto l’utilizzo delle informazioni in loro possesso ​incluso l​o strumento di rating “BASILEA” non dovrebbe finanziare la coppia, u​so il condizionale​ non dovrebbe perchè contrariamente alle regole​eroga il Mutuo​!,  invece in questa tranquilla cittadina del NordEst per questo Istituto di Credito locale la normativa che regola la ​concessione abusiva del credito (la Cassazione si è espressa con chiarezza così come la Corte di Giustizia Europea) viene dimenticata .​
​P​er mantenere​ in vita i due coniugi la Banca fà​ seguire​ una serie di finanziamenti fino al 2012 quando per un ritardo di 6 rate del Mutuo​la Banca dà​ inizio​ al  procedimento di pegnoramento svendendo l’immobile all’asta.
Nei giorni scorsi anche il Messaggero Veneto i​n data​ 14 Giugno dà la notizia, la proprietaria dell’immobile pur cercando di far valere i suoi diritti anche denunciando la Banca alla Procura della Repubblica di Udine assisteva inerme a questa enorme ingiustizia, restando inascoltata e senza alcuna via d’uscita “dichiarava di voler lasciare l’immobile solo Morta”
(Difficilissimo in Friuli che i giornali affrontino questo grave fenomeno, in Friuli non si parla di USURA BANCARIA, silenzio assoluto tutti convinti che il problema non gli appartenga) eppure dai rapporti analizzati ad oggi ho constatato che nel 90%  delle perizie effettuate risultano anomalie ad iniziare dai rapporti di conto corrente a finire con i  mutui fondiari.
In questo momento la signora è riuscita a ricevere un’ulteriore proroga ma visto le numerose anomalie su altri Mutui accesi da questo Istituto di Credito locale ai coniugi  e i conti correnti analizzati  si spera  che la vicenda non finisca così visto l’esposto presentato dalla Signora  presso la Procura di Udine.

sabato 20 giugno 2015

Veneto Banca e Popolare di Vicenza, si mobilita MDC FVG

In materia di svalutazioni “selvagge” MDC FVG sta assistendo numerosi azionisti sul territorio friulano, forte della sua esperienza in “risparmio tradito”. Le due banche popolari che da anni parlano di fusione, condividono già il malcontento degli azionisti e il terremoto interno, conseguente al decreto Renzi che impone la trasformazione in S.p.A.
Veneto Banca e Popolare di Vicenza, si mobilita MDC FVG
Veneto Banca e Popolare di Vicenza, si mobilita MDC FVG
Veneto Banca e Popolare di Vicenza, si mobilita MDC FVG
Per il Pres. del Movimento Difesa del Cittadino F.V.G. (MDC FVG), R.G. Englaro, nel mirino delle azioni che intende intraprendere MDC FVG
c’è anche il Regolamento di Bankitalia pubblicato l’11 giugno scorso, che prevede:
“La facoltà di limitare o rinviare, in tutto o in parte e senza limiti di tempo, il rimborso delle azioni del socio uscente per recesso”.
Rispetto a questa “grave limitazione dei propri diritti”, MDC FVG invita tutti i piccoli azionisti a partecipare all’Assemblea dei soci e a votare contro l’introduzione di tale divieto di recesso,
che congelerebbe per lungo tempo i risparmi degli azionisti!!!.

Ma c’è di più: MDC FVG sta ricevendo diverse segnalazioni di Risparmiatori che hanno ricevuto presso le Filiali pressioni per acquistare azioni unitamente alle domande di fido o di mutui.
Si ricorda che questo tipo di condotte è sanzionabile in via civilistica con l’invalidità!.
Anche l’Ufficio Ispezioni della Consob, peraltro, sta indagando sulle modalità di vendita delle azioni di Veneto Banca, al fine di chiarire se sono state rispettate le regole di collocamento Mifid,
a tutela dei risparmiatori.
È altresì importante la corretta azione di molti sindacati bancari che, con loro volantini e circolari hanno denunciato la prassi, secondo cui i dipendenti venivano spinti a proporre
l’acquisto di azioni della Banca, contestualmente al rilascio di concessioni di credito. Pertanto invitiamo i Risparmiatori a segnalarci casi analoghi per comunicarli alla Consob!!.
MDC FVG sta valutando le opportune azioni da intraprendere, anche in base all’esito delle indagini in corso.
Nel frattempo gli azionisti possono richiedere informazioni e assistenza rivolgendosi alle sedi territoriali di MDC FVG.

La Segreteria del Movimento Difesa del Cittadino F.V.G. (MDC FVG) invita tutti i Cittadini coinvolti a segnalare criticità e disagi patiti
scrivendo all’indirizzo e-mail sos@mdc.fvg.it – centrogiuridico@mdc.fvg.it

giovedì 18 giugno 2015

Equitalia e i vecchi debiti: condono fiscale 2015

La legge di stabilità 2015 ha previsto un mini-condono per le cartelle di Equitalia con importo inferiore a € 300,00 che saranno considerate inesigibili. La legge, approvata il 15 ottobre scorso da parte del Consiglio dei ministri, è arrivata al Quirinale per la firma del presidente della Repubblica dopo diversi giorni, ottenendo la bollinatura della Ragioneria di Stato il 22 ottobre. Il via libera in prima lettura in Parlamento è arrivato dalla Camera il 30 novembre. Nel complesso, la prima finanziaria del governo contiene interventi nell’economia per un totale di 36 miliardi di euro: una manovra, ben più consistente di quella varata dodici mesi prima.
Equitalia e i vecchi debiti: condono fiscale 2015
Equitalia e i vecchi debiti: condono fiscale 2015

Equitalia e i vecchi debiti: condono fiscale 2015


La nuova sanatoria, introdotta con la Legge di Stabilità 2015, dovrebbe andare quindi incontro ai piccoli evasori che, potranno non pagare i loro debiti di vecchia data. Si tratta di circa il 70% delle cartelle che riguardano multe o mancato pagamento del canone Rai ecc.. Equitalia potrebbe comunque fare un ultimo tentativo per incassare le cartelle, ma, il condono previsto per le dette cartelle, sarebbe utile anche per lo Stato che eviterebbe eventuali accuse da parte della Corte dei conti. Non tutte le cartelle esattoriali arretrate saranno scandagliate: gli enti creditori (per es. Inps, Agenzia delle Entrate, ecc.) si limiteranno ad effettuare verifiche a campione, in genere sul 5% delle vecchie cartelle, concentrandosi principalmente su quelle più pesanti (si stima che l’80% delle mancate riscossioni fino al 2012 si riferisce a contribuenti che hanno un debito col Fisco di oltre 500mila euro a testa). Effettuata la verifica dell’ inesigibilità delle cartelle vecchie, ci sarà la definitiva rinuncia da parte di Equitalia che “restituirà” il credito all’Ente titolare, con stupore del contribuente che chiedendo un estratto di ruolo circa la propria posizione, presso l’ufficio dell’Agente per la riscossione troverà una bella sorpresa: zero debiti. Con la nuova legge di Stabilità, il Governo è venuto incontro ai contribuenti annunciando inoltre la riapertura dei termini per chi è decaduto entro il 30 ottobre scorso dalla rateizzazione delle cartelle esattoriali. Per ottenere infatti un nuovo piano di rateazione in 72 mesi bisognerà presentare domanda entro il 30 giugno 2015 (fonte in Novità fiscali di Federico Migliorini 25 Luglio 2014 – 14:00). Tale disposizione, contenuta in un emendamento al DDL Stabilità 2015, concede al debitore, relativamente a cartelle di pagamento, ingiunzioni fiscali, avvisi di accertamento esecutivi ed accertamenti con adesione, la possibilità di presentare, entro la detta data, domanda di rateazione dei debiti tributari in modo semplificato, ossia senza allegare alcuna documentazione comprovante la situazione di temporanea obiettiva difficoltà, fino ad un massimo di 120 rate mensili.
L’importante disposizione che si cerca di introdurre prevede che, relativamente a debiti tributari scaturenti da cartelle di pagamento, ingiunzioni fiscali, avvisi di accertamento esecutivi e in dipendenza di accertamenti con adesione emessi per tributi di uffici statali, agenzie fiscali, regioni, provincie e comuni, il debitore possa accedere, previa domanda, ad una forma di rateazione “semplificata”. L’emendamento, quale novità di rilievo, sul fronte della rateazione dei debiti tributari nel caso in cui dovesse essere approvato nel corso dell’iter di approvazione del disegno di legge di Stabilità 2015, ravvisa nella “semplificazione” la possibilità di non comprovare la situazione di temporanea obiettiva difficoltà al fine di ottenere la dilazione “per un massimo di centoventi rate mensili”, con un piano di ammortamento a rate costanti o crescenti per ciascun anno a scelta del contribuente, seppure con importo minimo della rata non inferiore a 100 euro. La disposizione prevede un tempo per questa agevolazione: le domande, infatti, possono essere presentate entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di Stabilità, da cui, nell’ipotesi prospettata, un’operatività limitata al prossimo 30 giugno 2015.
Il “prezzo” da pagare per l’accesso alla rateazione semplificata dovrebbe essere quello di un interesse annuo lordo pari al 3,69%, decorrente dalla data di notifica dell’atto dal quale scaturisce il debito, ma “con l’esclusione degli interessi di mora, di quelli per ritardata iscrizione, nonché delle sanzioni previste dall’articolo 2, comma 5, e dall’articolo 8, comma 3-bis, del decreto legislativo del 9 giugno 1997, n. 218”. Le nuove disposizioni, si applicherebbero, in deroga alla normativa vigente in materia di rateazione dei debiti affidati ad Equitalia – e quindi dell’art. 19, D.P.R. n. 602/1973 – anche a quanti risultano decaduti alla data di entrata in vigore della legge di Stabilità per aver inanellato l’omesso versamento di 8 rate, anche non consecutive, del piano rateale concesso dall’agente della riscossione.
Risalta palese l’eliminazioni nel campo della riscossione di “componenti” comunque essenziali del debito, che, se eliminati, rappresenterebbero una vera e propria sanatoria limitata ad alcune fattispecie debitorie e non certo all’universo delle possibili cause di esposizione nei confronti dei diversi enti impositori. L’intervento và ovviamente visto in maniera favorevole viste le problematiche economico-finanziaria attuali anche se in prima lettura non poche sono le lacune e i difetti sottesi con la normativa vigente in materia di riscossione coattiva e rateazione dei carichi tributari (fonte).
Vengono fissate inoltre nuove disposizioni per la compilazione delle cartelle esattoriali che diventeranno più comprensibili; l’obiettivo è quello di garantire l’integrazione anche informatica degli enti impositori con gli sportelli Equitalia; il cittadino dovrà avere  i chiarimenti chiesti già la sera stessa. Tutte le funzioni di Equitalia saranno trasferite all’Agenzia delle Entrate che, a tal fine istituirà la Direzione centrale per la riscossione; gli interessi, le more, gli aggi e le sanzioni per il ritardato o mancato pagamento delle cartelle esattoriali maturati saranno estinti e verranno sostituiti dal pagamento di un interesse pari alla misura del tasso Euribor come innanzi detto. Al fine di dare avvio alla nuova normativa Equitalia entro il 31 dicembre 2014 ha dovuto trasmettere agli enti creditori le comunicazioni di inesigibilità al fine del discarico del credito e della reiscrizione nei ruoli (fonte).
All’Agenzia delle Entrate è stato affidato un ruolo centrale nel coordinamento del servizio di accertamento e riscossione, anche attraverso l’ottimizzazione delle risorse e la collaborazione con altri Enti (Soppressione della società Equitalia S.p.A. A.C. 2299-A Dossier n° 197/1 – Elementi per l’esame in Assemblea 4 luglio 2014). I primi segnali di cambiamento sono arrivati già con la legge di stabilità 2013 che ha disposto l’istituzione di un Comitato di indirizzo e verifica dell’attività di riscossione mediante ruolo, per individuare i processi da migliorare ed individuare i migliori criteri di controllo dell’attività di riscossione svolta. Da questa attività è nata l’idea di aggregazione dell’Agenzia della riscossione nata nel 1995, con l’Agenzia delle Entrate. Il Comitato di indirizzo e verifica dell’attività di riscossione, mediante ruolo, è stato recentemente istituito presso il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il decreto 16 novembre 2013, che ha disciplinato le modalità di funzionamento del Comitato e di nomina dei relativi componenti, i requisiti di tali soggetti e la durata dell’incarico.
Che Equitalia, fosse già nel mirino di una riforma (fonte Pubblicato da Francesco Maltoni il 9 luglio 2014 alle 16:07 in Fisco) era cosa già risaputa, resterà da capire quali risvolti il governo e la maggioranza, da parte loro, attueranno in tal senso.



 di   fonte: cittadiariano.it

PAPA FRANCESCO : “Popolo ha pagato per salvataggio banche”

La guida alla lettura alla presenza, per la prima volta nella storia, del metropolita di Pergamo Joannis Zizioulas, considerato il più grande teologo vivente dell’ortodossia, in rappresentanza del patriarca Bartolomeo. Padre Lombardi: “Il testo completo è stato inviato con una mail a tutti i vescovi del mondo”
PAPA FRANCESCO : "Popolo ha pagato per salvataggio banche"
PAPA FRANCESCO : “Popolo ha pagato per salvataggio banche”

PAPA FRANCESCO : “Popolo ha pagato per salvataggio banche”

L’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco: il testo integrale

1. «Laudato si’, mi’ Signore», cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba».[1]
2. Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c’è la nostra oppressa e devastata terra, che «geme e soffre le doglie del parto» (Rm 8,22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr Gen 2,7). Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora.
Niente di questo mondo ci risulta indifferente
3. Più di cinquant’anni fa, mentre il mondo vacillava sull’orlo di una crisi nucleare, il santo Papa Giovanni XXIII scrisse un’Enciclica con la quale non si limitò solamente a respingere la guerra, bensì volle trasmettere una proposta di pace. Diresse il suo messaggio Pacem in terris a tutto il “mondo cattolico”, ma aggiungeva “e a tutti gli uomini di buona volontà”. Adesso, di fronte al deterioramento globale dell’ambiente, voglio rivolgermi a ogni persona che abita questo pianeta. Nella mia Esortazione Evangelii gaudium, ho scritto ai membri della Chiesa per mobilitare un processo di riforma missionaria ancora da compiere. In questa Enciclica, mi propongo specialmente di entrare in dialogo con tutti riguardo alla nostra casa comune.
4. Otto anni dopo la Pacem in terris, nel 1971, il beato Papa Paolo VI si riferì alla problematica ecologica, presentandola come una crisi che è «una conseguenza drammatica» dell’attività incontrollata dell’essere umano: «Attraverso uno sfruttamento sconsiderato della natura, egli rischia di distruggerla e di essere a sua volta vittima di siffatta degradazione».[2] Parlò anche alla FAO della possibilità, «sotto l’effetto di contraccolpi della civiltà industriale, di […] una vera catastrofe ecologica», sottolineando «l’urgenza e la necessità di un mutamento radicale nella condotta dell’umanità», perché «i progressi scientifici più straordinari, le prodezze tecniche più strabilianti, la crescita economica più prodigiosa, se non sono congiunte ad un autentico progresso sociale e morale, si rivolgono, in definitiva, contro l’uomo».[3]
5. San Giovanni Paolo II si è occupato di questo tema con un interesse crescente. Nella sua prima Enciclica, osservò che l’essere umano sembra «non percepire altri significati del suo ambiente naturale, ma solamente quelli che servono ai fini di un immediato uso e consumo».[4] Successivamente invitò ad una conversione ecologica globale.[5] Ma nello stesso tempo fece notare che si mette poco impegno per «salvaguardare le condizioni morali di un’autentica ecologia umana».[6] La distruzione dell’ambiente umano è qualcosa di molto serio, non solo perché Dio ha affidato il mondo all’essere umano, bensì perché la vita umana stessa è un dono che deve essere protetto da diverse forme di degrado. Ogni aspirazione a curare e migliorare il mondo richiede di cambiare profondamente gli «stili di vita, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono le società».[7] L’autentico sviluppo umano possiede un carattere morale e presuppone il pieno rispetto della persona umana, ma deve prestare attenzione anche al mondo naturale e «tener conto della natura di ciascun essere e della sua mutua connessione in un sistema ordinato».[8] Pertanto, la capacità dell’essere umano di trasformare la realtà deve svilupparsi sulla base della prima originaria donazione delle cose da parte di Dio.[9]
6. Il mio predecessore Benedetto XVI ha rinnovato l’invito a «eliminare le cause strutturali delle disfunzioni dell’economia mondiale e di correggere i modelli di crescita che sembrano incapaci di garantire il rispetto dell’ambiente».[10]
Ha ricordato che il mondo non può essere analizzato solo isolando uno dei suoi aspetti, perché «il libro della natura è uno e indivisibile» e include l’ambiente, la vita, la sessualità, la famiglia, le relazioni sociali, e altri aspetti. Di conseguenza, «il degrado della natura è strettamente connesso alla cultura che modella la convivenza umana».[11] Papa Benedetto ci ha proposto di riconoscere che l’ambiente naturale è pieno di ferite prodotte dal nostro comportamento irresponsabile. Anche l’ambiente sociale ha le sue ferite. Ma tutte sono causate in fondo dal medesimo male, cioè dall’idea che non esistano verità indiscutibili che guidino la nostra vita, per cui la libertà umana non ha limiti. Si dimentica che «l’uomo non è soltanto una libertà che si crea da sé. L’uomo non crea se stesso. Egli è spirito e volontà, ma è anche natura».[12] Con paterna preoccupazione ci ha invitato a riconoscere che la creazione risulta compromessa «dove noi stessi siamo le ultime istanze, dove l’insieme è semplicemente proprietà nostra e lo consumiamo solo per noi stessi. E lo spreco della creazione inizia dove non riconosciamo più alcuna istanza sopra di noi, ma vediamo soltanto noi stessi».[13]
Uniti da una stessa preoccupazione
7. Questi contributi dei Papi raccolgono la riflessione di innumerevoli scienziati, filosofi, teologi e organizzazioni sociali che hanno arricchito il pensiero della Chiesa su tali questioni. Non possiamo però ignorare che anche al di fuori della Chiesa Cattolica, altre Chiese e Comunità cristiane – come pure altre religioni – hanno sviluppato una profonda preoccupazione e una preziosa riflessione su questi temi che stanno a cuore a tutti noi. Per citare solo un esempio particolarmente significativo, voglio riprendere brevemente parte del contributo del caro Patriarca Ecumenico Bartolomeo, con il quale condividiamo la speranza della piena comunione ecclesiale.
8. Il Patriarca Bartolomeo si è riferito particolarmente alla necessità che ognuno si penta del proprio modo di maltrattare il pianeta, perché «nella misura in cui tutti noi causiamo piccoli danni ecologici», siamo chiamati a riconoscere «il nostro apporto, piccolo o grande, allo stravolgimento e alla distruzione dell’ambiente».[14] Su questo punto, egli si è espresso ripetutamente in maniera ferma e stimolante, invitandoci a riconoscere i peccati contro la creazione: «Che gli esseri umani distruggano la diversità biologica nella creazione di Dio; che gli esseri umani compromettano l’integrità della terra e contribuiscano al cambiamento climatico, spogliando la terra delle sue foreste naturali o distruggendo le sue zone umide; che gli esseri umani inquinino le acque, il suolo, l’aria: tutti questi sono peccati».[15] Perché «un crimine contro la natura è un crimine contro noi stessi e un peccato contro Dio».[16]
9. Allo stesso tempo Bartolomeo ha richiamato l’attenzione sulle radici etiche e spirituali dei problemi ambientali, che ci invitano a cercare soluzioni non solo nella tecnica, ma anche in un cambiamento dell’essere umano, perché altrimenti affronteremmo soltanto i sintomi. Ci ha proposto di passare dal consumo al sacrificio, dall’avidità alla generosità, dallo spreco alla capacità di condividere, in un’ascesi che «significa imparare a dare, e non semplicemente a rinunciare. E’ un modo di amare, di passare gradualmente da ciò che io voglio a ciò di cui ha bisogno il mondo di Dio. E’ liberazione dalla paura, dall’avidità e dalla dipendenza».[17] Noi cristiani, inoltre, siamo chiamati ad «accettare il mondo come sacramento di comunione, come modo di condividere con Dio e con il prossimo in una scala globale. E’ nostra umile convinzione che il divino e l’umano si incontrino nel più piccolo dettaglio della veste senza cuciture della creazione di Dio, persino nell’ultimo granello di polvere del nostro pianeta».[18]
San Francesco d’Assisi
10. Non voglio procedere in questa Enciclica senza ricorrere a un esempio bello e motivante. Ho preso il suo nome come guida e come ispirazione nel momento della mia elezione a Vescovo di Roma. Credo che Francesco sia l’esempio per eccellenza della cura per ciò che è debole e di una ecologia integrale, vissuta con gioia e autenticità. E’ il santo patrono di tutti quelli che studiano e lavorano nel campo dell’ecologia, amato anche da molti che non sono cristiani. Egli manifestò un’attenzione particolare verso la creazione di Dio e verso i più poveri e abbandonati. Amava ed era amato per la sua gioia, la sua dedizione generosa, il suo cuore universale. Era un mistico e un pellegrino che viveva con semplicità e in una meravigliosa armonia con Dio, con gli altri, con la natura e con se stesso. In lui si riscontra fino a che punto sono inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore.
11. La sua testimonianza ci mostra anche che l’ecologia integrale richiede apertura verso categorie che trascendono il linguaggio delle scienze esatte o della biologia e ci collegano con l’essenza dell’umano. Così come succede quando ci innamoriamo di una persona, ogni volta che Francesco guardava il sole, la luna, gli animali più piccoli, la sua reazione era cantare, coinvolgendo nella sua lode tutte le altre creature. Egli entrava in comunicazione con tutto il creato, e predicava persino ai fiori e «li invitava a lodare e amare Iddio, come esseri dotati di ragione».[19] La sua reazione era molto più che un apprezzamento intellettuale o un calcolo economico, perché per lui qualsiasi creatura era una sorella, unita a lui con vincoli di affetto. Per questo si sentiva chiamato a prendersi cura di tutto ciò che esiste. Il suo discepolo san Bonaventura narrava che lui, «considerando che tutte le cose hanno un’origine comune, si sentiva ricolmo di pietà ancora maggiore e chiamava le creature, per quanto piccole, con il nome di fratello o sorella».[20] Questa convinzione non può essere disprezzata come un romanticismo irrazionale, perché influisce sulle scelte che determinano il nostro comportamento. Se noi ci accostiamo alla natura e all’ambiente senza questa apertura allo stupore e alla meraviglia, se non parliamo più il linguaggio della fraternità e della bellezza nella nostra relazione con il mondo, i nostri atteggiamenti saranno quelli del dominatore, del consumatore o del mero sfruttatore delle risorse naturali, incapace di porre un limite ai suoi interessi immediati. Viceversa, se noi ci sentiamo intimamente uniti a tutto ciò che esiste, la sobrietà e la cura scaturiranno in maniera spontanea. La povertà e l’austerità di san Francesco non erano un ascetismo solamente esteriore, ma qualcosa di più radicale: una rinuncia a fare della realtà un mero oggetto di uso e di dominio.
12. D’altra parte, san Francesco, fedele alla Scrittura, ci propone di riconoscere la natura come uno splendido libro nel quale Dio ci parla e ci trasmette qualcosa della sua bellezza e della sua bontà: «Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si contempla il loro autore» (Sap 13,5) e «la sua eterna potenza e divinità vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute» (Rm 1,20). Per questo chiedeva che nel convento si lasciasse sempre una parte dell’orto non coltivata, perché vi crescessero le erbe selvatiche, in modo che quanti le avrebbero ammirate potessero elevare il pensiero a Dio, autore di tanta bellezza.[21] Il mondo è qualcosa di più che un problema da risolvere, è un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode.
Il mio appello
13. La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare. Il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato. L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune. Desidero esprimere riconoscenza, incoraggiare e ringraziare tutti coloro che, nei più svariati settori dell’attività umana, stanno lavorando per garantire la protezione della casa che condividiamo. Meritano una gratitudine speciale quanti lottano con vigore per risolvere le drammatiche conseguenze del degrado ambientale nella vita dei più poveri del mondo. I giovani esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi.
14. Rivolgo un invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta. Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti. Il movimento ecologico mondiale ha già percorso un lungo e ricco cammino, e ha dato vita a numerose aggregazioni di cittadini che hanno favorito una presa di coscienza. Purtroppo, molti sforzi per cercare soluzioni concrete alla crisi ambientale sono spesso frustrati non solo dal rifiuto dei potenti, ma anche dal disinteresse degli altri. Gli atteggiamenti che ostacolano le vie di soluzione, anche fra i credenti, vanno dalla negazione del problema all’indifferenza, alla rassegnazione comoda, o alla fiducia cieca nelle soluzioni tecniche. Abbiamo bisogno di nuova solidarietà universale. Come hanno detto i Vescovi del Sudafrica, «i talenti e il coinvolgimento di tutti sono necessari per riparare il danno causato dagli umani sulla creazione di Dio».[22] Tutti possiamo collaborare come strumenti di Dio per la cura della creazione, ognuno con la propria cultura ed esperienza, le proprie iniziative e capacità.
15. Spero che questa Lettera enciclica, che si aggiunge al Magistero sociale della Chiesa, ci aiuti a riconoscere la grandezza, l’urgenza e la bellezza della sfida che ci si presenta. In primo luogo, farò un breve percorso attraverso vari aspetti dell’attuale crisi ecologica allo scopo di assumere i migliori frutti della ricerca scientifica oggi disponibile, lasciarcene toccare in profondità e dare una base di concretezza al percorso etico e spirituale che segue. A partire da questa panoramica, riprenderò alcune argomentazioni che scaturiscono dalla tradizione giudeo-cristiana, al fine di dare maggiore coerenza al nostro impegno per l’ambiente. Poi proverò ad arrivare alle radici della situazione attuale, in modo da coglierne non solo i sintomi ma anche le cause più profonde. Così potremo proporre un’ecologia che, nelle sue diverse dimensioni, integri il posto specifico che l’essere umano occupa in questo mondo e le sue relazioni con la realtà che lo circonda. Alla luce di tale riflessione vorrei fare un passo avanti in alcune ampie linee di dialogo e di azione che coinvolgano sia ognuno di noi, sia la politica internazionale. Infine, poiché sono convinto che ogni cambiamento ha bisogno di motivazioni e di un cammino educativo, proporrò alcune linee di maturazione umana ispirate al tesoro dell’esperienza spirituale cristiana.
16. Ogni capitolo, sebbene abbia una sua tematica propria e una metodologia specifica, riprende a sua volta, da una nuova prospettiva, questioni importanti affrontate nei capitoli precedenti. Questo riguarda specialmente alcuni assi portanti che attraversano tutta l’Enciclica. Per esempio: l’intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta; la convinzione che tutto nel mondo è intimamente connesso; la critica al nuovo paradigma e alle forme di potere che derivano dalla tecnologia; l’invito a cercare altri modi di intendere l’economia e il progresso; il valore proprio di ogni creatura; il senso umano dell’ecologia; la necessità di dibattiti sinceri e onesti; la grave responsabilità della politica internazionale e locale; la cultura dello scarto e la proposta di un nuovo stile di vita. Questi temi non vengono mai chiusi o abbandonati, ma anzi costantemente ripresi e arricchiti.

domenica 14 giugno 2015

UDINE: Strozzata dalla Banca rischia lo sfratto, la denuncia del MDC-Fgv con UsurAinBancA.it



UDINE: Strozzata dalla Banca rischia lo sfratto, la denuncia del MDC-Fgv


Prima chiede un mutuo alla sua banca da 150 mila euro, quindi un finanziamento di 70 mila a cui ne segue un altro di 20 mila per sanare la situazione economica che, però, non trova una via d’uscita a…Usurainbanca.it e il Movimento difesa del Cittadino del Friuli Venezia Giulia insieme in una battaglia di diritti dei Cittadini
“Strozzata” dalla banca rischia lo sfratto La denuncia del Mdc
“Strozzata” dalla banca rischia lo sfratto La denuncia del Mdc

UDINE: Strozzata dalla Banca rischia lo sfratto, la denuncia del MDC-Fgv

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