domenica 31 dicembre 2017

'Vivo al Grattacielo, minacciato da pusher che occupano i posti per disabili' | estense.com Ferrara

'Vivo al Grattacielo, minacciato da pusher che occupano i posti per disabili' | estense.com Ferrara:
'Buongiorno, sono un residente e proprietario storico del Grattacielo e voglio denunciare un fatto e chiedere anche il vostro aiuto'.
Inizia così l'accorato appello di una persona che abita in piena zona Gad e che, 'per evitare possibili ritorsioni', chiede alla nostra redazione di mantenere l'anonimato. Il residente, che fornisce anche foto a supporto di quanto denuncia, lamenta che alcuni 'spacciatori nigeriani' (che 'non vivono al grattacielo, ma che dalle 7,30 del mattino fino alle 10 di sera si piazzano li a spacciare, fumare liberamente spinelli di marijuana e bere mirra e mangiare pizza per poi mollarci i rifiuti per terra') hanno cambiato luogo per il presunto spaccio. 'Probabilmente disturbati dai passaggi di Esercito e Polizia – continua il lettore, che afferma di essere anche stato piùvolte minacciato -, dai giardini hanno deciso di spostarsi di qualche metro e di aprire un 'ufficio all'aria aperta' a ridosso del grattacielo occupando in pianta stabile, a gruppi di cinque o

martedì 19 dicembre 2017

Pluralità di crediti e frazionamento domanda giudiziale Sezioni Unite sentenza 400/2017

Pluralità di crediti e frazionamento domanda giudiziale Sezioni Unite sentenza 400/2017




Pluralità di crediti e frazionamento domanda giudiziale Sezioni Unite sentenza 400/2017



Sezioni Unite sulla pluralità di crediti per lo stesso rapporto e frazionamento della domanda giudiziale. In caso di pluralità di crediti facenti capo ad un unico rapporto complesso tra le stesse parti, il creditore dovrà agire in un medesimo unico processo o può proporre più processi separati? Lo hanno chiarito le Sezioni Unite, a composizione di contrasto, con la sentenza n. 4090 del 16 febbraio 2017

sabato 16 dicembre 2017

Ex manager Facebook: vi stanno programmando

Chamath Palihapitiya ex manager di Facebook, precisamente ex vicepresidente per la crescita degli utenti, si è detto profondamente pentito per aver contribuito alla creazione di strumenti che, di fatto stanno programmando la vita degli utenti di questo social network, il quale ha ormai raggiunto quota due miliardi di iscritti.


Redazione on 16 dicembre 2017 - 11:44 in CronacaPrimo Piano

lunedì 11 dicembre 2017

Slitta l'audizione di Zonin per legittimo impedimento, CorVeneto: spunta audio choc con Sorato, Giustini, Marin e Piazzetta

Slitta l'audizione di Zonin per legittimo impedimento, CorVeneto: spunta audio choc con Sorato, Giustini, Marin e Piazzetta: L'ex presidente Bpvi, Gianni Zonin, non sarà venerdì a Roma per l'audizione di fronte alla Commissione d'inchiesta parlamentare sulle banche. «C'è un evidente legittimo impedimento - spiega il suo avvocato, Enrico Ambrosetti - visto che venerdì è fissata l'udienza preliminare in tribunale a Vicenza (a cui è insolito si presentino gli imputati, ndr)». Il legale annuncia che già domani comunicherà la questione a Palazzo San Macuto, dove hanno sede le commissioni d'inchiesta. «Questo non significa che Zonin non ha intenzione di parlare ai parlamentari - conclude - semplicemente occorrerà fissare una nuova data per la sua audizione».

sabato 9 dicembre 2017

NUOVA BOMBA FINANZIARIA :18 miliardi di debiti, può travolgere Bce e banche europee

NUOVA BOMBA FINANZIARIA :18 miliardi di debiti, può travolgere Bce e banche europee
E la partita potrebbe anche riguardare i possessori dei bond, tra i quali figura la Bce. La Steinhoff controlla 40 catene in più di 30 Paesi, con oltre 12mila negozi e 130 mila dipendenti. Principalmente negozi di arredamento (in Italia controlla Conforama), casalinghi e abbigliamento, ma possiede anche la società di noleggio di auto e furgoni Hertz.
Una bomba finanziaria nel cuore dell'Europa. Anzi, nella pancia delle banche. Lo scandalo, iniziato in Sudafrica, rischia di colpire duramente gli istituti di mezzo mondo. La colpa è di Steinhoff, multinazionale sudafricana della grande distribuzione quotata a Francoforte e Johannesburg. In tre giorni il titolo ha perso l'82% del suo valore a causa dell'inchiesta su bilanci truccati e debito fino a 18 miliardi di euro, di cui 12 a lungo termine e 6 a breve. Il guaio, ricorda il Corriere della Sera, è che quelle esposizioni potrebbero essere nel portafoglio di Standard Bank, FirstRand, Citigroup, Bank of America, Hsbc e Bnp Paribas, senza contare che la stessa Bce di Mario Draghi figura tra i possessori di bond.  E la partita potrebbe anche riguardare i possessori dei bond, tra i quali figura la Bce. La Steinhoff controlla 40 catene in più di 30 Paesi, con oltre 12mila negozi130 mila dipendenti. Principalmente negozi di arredamento (in Italia controlla Conforama), casalinghi e abbigliamento, ma possiede anche la società di noleggio di auto e furgoni Hertz

venerdì 8 dicembre 2017

Gianni Zonin e Vincenzo Consoli in audizione presso la Commissione d'inchiesta: secretati oppure no?

Gianni Zonin e Vincenzo Consoli in audizione presso la Commissione d'inchiesta: secretati oppure no?:

ROMA, servizio esclusivo dal nostro corrispondente. Con una certa sorpresa Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca hanno occupato di nuovo il centro della scena ieri nella Commissione parlamentare d'inchiesta sui

giovedì 7 dicembre 2017

Guardia giurata suicida. “Mesi senza stipendio, società segnalate continuano a operare…”

Guardia giurata suicida. “Mesi senza stipendio, società segnalate continuano a operare…”



Guardia giurata suicida. “Mesi senza stipendio, società segnalate continuano a operare…”

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Tribunale di Brindisi sospende per usura procedura esecutiva valore 1 Milione di Euro



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Cerchiamo procacciatori o segnalatori d'affari in tutta Italia

Cerchiamo procacciatori o segnalatori d'affari in tutta Italia

In quasi tutte le case c'è un mutuo, in tutte le aziende Conti Correnti, Mutui e Leasing...oltre a Milioni di indebitati che potremo aiutare.

Questo lavoro può realizzarti e gratificarti a livello Economico oltre che a livello Umano !!! 

Cerchiamo procacciatori o segnalatori d’affari in tutta Italia, già operanti o non in qualsiasi settore. Garantiamo una ottima commissione sulle segnalazioni andate a buon fine con retribuzione immediata alla chiusura della stessa.



Per comprendere la tipologia di segnalazione che cerchiamo preghiamo di visitare il nostro sito ufficiale www.consulentediparte.it Cerchiamo procacciatori o segnalatori d’affari in tutta Italia

Di Battista: «Convocare Ghizzoni. Boschi mentì in Parlamento, abbiamo le prove»

Di Battista: «Convocare Ghizzoni. Boschi mentì in Parlamento, abbiamo le prove»:
Il deputato del M5s: «La sottosegretaria disse di non essersi mai occupata di banche. Ha mentito e deve andare a casa immediatamente!»

ROMA - Sit-in dei parlamentari del M5S davanti all'ingresso di Palazzo San Macuto dove è in corso la riunione dell'Ufficio di presidenza della commissione d'inchiesta sulle banche che dovrà stabilire il calendario delle prossime riunioni.«Il Movimento 5 Stelle pretende di audire Ghizzoni, ex ad di  Unicredit, perché abbiamo il diritto di fargli alcune domande», ha detto il deputato M5S Alessandro Di Battista chiedendo le dimissioni «all'istante» di Maria Elena Boschi.
«Il procuratore di Arezzo ha la stessa credibilità della Boschi: zero! Un manipolo di renziani ha colpito i risparmiatori. La Boschi in Parlamento disse di non essersi mai occupata di banche. Ha mentito e deve andare a casa immediatamente!» ha scritto Di Battista, su facebook.
Boschi produttrice seriale di fake news
«Maria Elena Boschi è una produttrice seriale di fake news. Prima ha mentito al Parlamento circa il suo coinvolgimento diretto negli affari della banchetta di famiglia. Poi, sulle sue pagine social, ha insistito nel sostenere che fu il suo governo a commissariare Etruria: una fesseria clamorosa, smentita dal Testo unico bancario, visto che è Bankitalia a predisporre quel genere di provvedimento e soltanto il Mef, non il governo nella sua collegialità, controfirma in via meramente formale». Lo osservano i membri M5S della commissione di inchiesta sul sistema bancario. «Anche oggi in audizione - rincarano - l'ex presidente delle quattro 'good bank' figlie della risoluzione del novembre 2015, Roberto Nicastro, ha confermato indirettamente le negligenze del governo Renzi e dei suoi predecessori che hanno lasciato marcire quegli istituti senza intervenire. E poi, nel caso di Etruria, hanno cercato di salvarli con una riforma ad hoc delle banche popolari, provvedimento sul quale esplose il conflitto di interessi del giglio tragico».
Importante risentire procuratore Rossi
«Avevamo proposto delle soluzioni più sostenibili per il salvataggio di quella situazione, per esempio con l'intervento del braccio volontario del Fitd che poi è stato usato su altri dossier bancari. Ma è evidente come, al tempo, il governo di Renzi, che aveva recepito la disciplina del bail-in appena pochi giorni prima senza battere ciglio, sottovalutò l'impatto delle sue decisioni sui piccoli risparmiatori», riflettono i portavoce Cinquestelle. «Per quanto riguarda il procuratore Rossi - concludono - sarebbe importante risentirlo. Le sue risposte sull'indagine che riguarda il falso in prospetto sono state quantomeno reticenti. Ha molto insistito sulle colpe di Bankitalia, un po' meno su Consob. In ogni caso, sulle sue parole una parte del Pd ha costruito una narrazione che non sta né in cielo né in terra».

martedì 28 novembre 2017

Basta con l'Eurocrisi: L’illusione del debito a basso costo

Basta con l'Eurocrisi: L’illusione del debito a basso costo


La rottura dello SME, avvenuta nel settembre del 1992, ha creato problemi a una serie di cittadini e di aziende italiane che avevano contratto indebitamento in valuta straniera (principalmente ECU, marchi, fiorini, franchi svizzeri).


In realtà indebitarsi in valuta è una scelta perfettamente ragionevole se si svolge un’attività che produce redditi espressi in quella stessa valuta, e/o se ci si indebita per effettuare in investimento, ancora una volta, in quella valuta. E’ in effetti una forma di copertura del rischio di cambio.

Quindi è ragionevole assumere debito in dollari per un’azienda che esporta negli USA, o in franchi svizzeri per un privato che compra casa a Lugano o a Interlaken.

Diversamente, un’azienda o un individuo che si indebita in una moneta “forte” effettua invece un’operazione speculativa. Scommette, in altri termini, sul fatto che la sua valuta di riferimento non si svaluterà rispetto a quella in cui si è indebitato – o non in misura superiore al risparmio di interessi che nel frattempo si ottiene.

Chi aveva assunto debiti in franchi svizzeri o in ECU per comprare casa in Italia, pagando, ai tempi, il 3% invece dell’8% o qualcosa del genere, consapevolmente o no aveva assunto un rischio di cambio. A qualcuno, va detto, è andata bene, perché aveva finito di pagare il mutuo (o la sua maggior parte) prima della rottura dello SME.

Molti altri si sono invece trovati nei guai. Sfortunati, si disse ai tempi, ma anche ingenui.

Ora, un aspetto paradossale dell’ingresso italiano nell’euro è che lo stesso tipo di ingenuità, su scala enormemente maggiore, è stato commesso dalla classe politica italiana di allora – i Ciampi, i Prodi, gli Amato. Che hanno creduto di risolvere il problema dell’alto debito pubblico italiano convertendolo in una moneta più forte – l’euro – e quindi con tassi d’interesse inferiori.

Ancora nel 2005, stando a questo articolo, Ciampi continuava a “tirare fuori dalla giacca un foglietto che gli è caro fin dall’ormai lontano 1998, che continua tuttora ad aggiornare e dal quale non si separa mai. E’ il grafico sull’andamento dei nostri tassi d’interesse, che allora ci consentì di tagliare il traguardo di Maastricht, e che ancora oggi, nonostante il preoccupante riaprirsi della forbice tra i rendimenti dei BTP italiani e dei Bund tedeschi, ci consente di risparmiare decine di miliardi di euro.”

Chissà se quel foglietto Ciampi lo tiene ancora in tasca. Sospetto, tra parentesi, che i calcoli fossero basati su ipotesi molto discutibili.

Ma comunque, l’insigne ex presidente ha commesso (e fatto commettere al suo paese, ahinoi) la stessa ingenuità di chi prima nel 1992 aveva contratto il mutuo in ECU: pensare che il risparmio di interessi fosse un vantaggio, senza tener conto che si convertiva il debito da moneta debole a moneta forte…

La stessa ingenuità ? no, in realtà l’errore è stato MOLTO peggiore. Perché un mutuo in lire o un mutuo in ECU sempre debito erano. Certo, l’ECU-mutuatario si prendeva un rischio di cambio. Certo, forse l’ha fatto senza consapevolezza. Ma l’operazione poteva anche risultare positiva, e per qualcuno (per chi l’ha estinta prima del settembre 1992) lo è stata.

L’Italia, entrando nell’euro, ha sostituito un debito espresso in moneta nazionale in un debito espresso in moneta estera. Un debito in lire che la potestà statale di emissione consentiva SEMPRE E COMUNQUE di rimborsare – in effetti non un debito, ma uno strumento monetario: un deposito a termine presso il Tesoro nazionale - è diventato UN DEBITO VERO…

L’errore è stato catastrofico. La buona notizia è che è risolvibile. La cattiva notizia è che il governo italiano non pare, ancora, essersene reso conto..

sabato 25 novembre 2017

L’ultima frontiera della manipolazione dell’uomo

L’uniformità sessuale rappresenta oggi il più sconcertante tentativo di manipolazione dell’essere umano mai tentato nella storia. Promossa grazie all’imponente contributo economico e politico delle più potenti lobby dell’Occidente, questa vera e propria “mutazione antropologica” viene oggi imposta attraverso i media, la cultura, lo spettacolo e le legislazioni. Un processo apparentemente inarrestabile, che sembra invadere ogni aspetto del vivere quotidiano ed imporre una concezione ideologica della sessualità, avulsa da qualunque retaggio “naturale”.

di Adriano Segatori
(tratto dalla rivista Il Borghese – nr. Luglio 2017) –  I «media» internazionali si sono scatenati in toccanti pantomime per il fatto che nella foto ricordo delle mogli dei rappresentati di Stato presenti al vertice Nato di Bruxelles non fosse stato citato Gauthier Destenay, marito del primo ministro del Lussemburgo Xavier Bettel. A parte il fatto che per essere precisi Destenay risulta essere il marito e non la moglie di Bettel, in questo caso la femmina della coppia – una questione di culo e camicia, e non di lana caprina , quello che è sconcertante che un simile evento sia stato interpretato come un frivolo e simpatico fatto di costume, oppure censurato secondo i parametri più beceri di una scontata ignoranza da marciapiede.
Il fatto, invece, assume una estrema gravità, tanto dal punto di vista politico che da quello culturale. Quando nel 1973, l’Associazione degli psichiatri americani derubricò l’omosessualità dalla condizione di malattia dell’orientamento sessuale dal Manuale Diagnostico e Statistico con una semplice votazione (5.816 voti a favore e 3.817 contro) nessuno immaginava le conseguenze alle quali avrebbe portato una simile decisione. E soprattutto molti sottovalutarono le potenti forze che stavano dietro a questa pressione condizionante.
Lo stesso Robert Spitzer, all’epoca presidente della Commissione e favorevole a tale cambiamento, negli anni modificò la precedente opinione dopo essersi reso conto che una grottesca votazione su un argomento clinico aveva portato ad «una “giustificazione scientifica” per sostenere ulteriori manipolazioni ideologiche».
Ed è a questa manipolazione ideologica che si deve fare riferimento quando si percepisce la pericolosità della questione. Ciò che un tempo era sempre stata una scelta personale, vissuta in maniera conflittuale o serena, a seconda del soggetto interessato, oggi è diventata legge, norma e potere. Un potere che è economico, principalmente, e quindi pervasivo nella sfera pubblica attraverso l’enorme investimento in promozione spicciola, propaganda mirata e condizionamento giudiziario.
Dal 1973 ad oggi si è giunta ad una pressoché totale manipolazione delle coscienze mediante tattiche precise ben indicate nel saggio Unisex di Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta (Arianna Editrice). L’infiltrazione propagandistica dell’ideologia gender è iniziata con l’operazione di «desensibilizzazione»: una progressiva e metodica presentazione quotidiana di messaggi e modelli gender fino ad inflazionare il concetto stesso di omosessualità e sovradosare la presenza di questa credenza intossicando l’opinione pubblica e immunizzandola da ogni pensiero critico. Poi, i poteri preposti a questa vera e propria «campagna di propaganda» sono passati al «bloccaggio» (jam) sia attraverso l’attivazione di regole poliziesche che impedissero ogni forma di opposizione e di analisi approfondita del fenomeno, sia con la stigmatizzazione di qualsivoglia giudizio non conforme, marchiando il dissenso come manifestazione di razzismo, di intolleranza, di pregiudizio e di fobia. Questa questione dell’omofobia assume, per altro, dei contorni tragicomici: perché una fobia è un disturbo psichico che non può essere condannato per legge, come non si processano gli aracnofobici, i misofobici, gli ofidiofobici e via via via elencando. Infine, si è puntato ad una vera e propria «conversione» (convert), cioè alla seduzione di massa comprendendo ogni ordine di età, censo, cultura e classe, con un occhio di riguardo ed una modalità di intervento quasi subliminale verso gli scettici, i moderati, quelli disposti al dialogo e meno preparati dal punto di vista psichico e scientifico.
Con queste tattiche, sottolineano gli Autori del saggio citato, «la maggior parte delle persone non si è minimamente accorta del “lavorio” compiuto sulle coscienze». Ecco, allora, che si commentano con tenerezza le effusioni durante i matrimoni omosessuali, la foto di gruppo di donne con il marito di un altro uomo, l’annuncio ufficiale del primo gay indiano, la commemorazioni del poliziotto morto da parte del suo compagno.
Insomma, tutto un grande sentimentalismo ed una diffusione emotiva, disarmati di fronte ad un pensiero critico che impone una domanda cruciale: ma cosa c’è dietro a questo fenomeno dilagante? Dietro c’è il potere del capitalismo che necessitava di sfondare l’ultima difesa della soggettività e della comunità per raggiungere quel transumanesimo indifferenziato e informe da plasmare secondo propri codici e indirizzi. Si dovevano scardinare le stesse leggi della natura e rifondere la società su un uomo artificiale, senza identità, senza famiglia, senza personalità, da omologare in un pensiero unico e globalizzato: amorfo, nel senso etimologico di senza forma e senza carattere.
Del resto, si può credere che personaggi come Soros, il miliardario mondialista delle rivoluzioni planetarie, o banche o fondazioni come Rockefeller e Goldman, o ancora gruppi finanziari come l’Ibm, la Microsoft, la Pepsi, la Amazon e decine di altri sponsor distribuiscano miliardi di dollari senza un lauto tornaconto? Dietro a questa operazione c’è la volontà quasi metafisica di manipolazione mondialista, di sovversione dei costumi e delle leggi universali, di asservimento dell’uomo agli idoli del nuovo ordine planetario fatto di effimera felicità, di illusoria libertà, di deforme volontà. È forse questa la rappresentazione degli ultimi uomini di Nietzsche? Di quelli che in Zarathustra perseguono «Una vogliuzza per il giorno e una vogliuzza per la notte: salva restando la salute»? Anche sì. Con la sterilizzazione dei corpi e delle anime si passa sopra alle pedofilia e al vergognoso diritto all’adozione, a conclusione di un ciclo di degenerazione e di distorsione della realtà. Questa operazione non ancora conclusa non è soltanto grottesca, e neppure simpaticamente alternativa, ma una guerra in corso che si può concludere o con la fine di una civiltà o con una riscossa etica, psichica e culturale. Ogni altro metodo di comprensione e di rettifica è destinato al fallimento.

fonte : azionetradizionale.com

giovedì 23 novembre 2017

Teva Pharma verso migliaia di licenziamenti in Israele e Usa

Teva Pharma verso migliaia di licenziamenti in Israele e Usa: Secondo quanto riporta il quotidiano finanziario israeliano Calcalist, Teva Pharmaceutical Industries potrebbe tagliare del 20-25% il suo organico in patria (attualmente il colosso dei farmaci generici occupa in Israele 6.

Secondo quanto riporta il quotidiano finanziario israeliano Calcalist, Teva Pharmaceutical Industries potrebbe tagliare del 20-25% il suo organico in patria (attualmente il colosso dei farmaci generici occupa in Israele 6.860 addetti), ma migliaia di licenziamenti potrebbero arrivare anche in Usa. 
Secondo Calcalist, infati, nelle prossime settimane una percentuale misurabile in "decine" dei suoi 10.000 dipendenti in Usa dovrebbe ricevere lettere di licenziamento. Il nuovo chief executive Kåre Schultz, riporta Reuters, starebbe lavorando ai dettagli della ristrutturazione che, secondo il Calcalist, dovrebbe comportare l'uscita anche del chief scientific officer Michael Hayden. 
Teva, che a inizio novembre aveva incassato il declassamento a junk (da BBB- a BB) da parte di Fitch Ratings, aveva chiuso in progresso dell'1,13% mercoledì al Nasdaq. Moody's Investors Service e S&P Global valutano invece Teva al livello più basso d'investment grade.
(RR - www.ftaonline.com)

domenica 19 novembre 2017

Bancaria truffava gli anziani avrebbe preso 400 mila euro


Donne anziane che vivevano sole addirittura nelle case di riposo. Persone che si fidavano di lei e che le permettevano di gestire i proprio risparmi. Erano queste, secondo la Procura di Taranto, le vittime selezionate da Daniela Fullone, la 54enne tarantina dipendente di due istituti bancari finita agli arresti domiciliari con l’accusa di truffa e furto aggravato per essersi impossessata di circa 400mila euro, risparmi di alcuni clienti delle banche che la donna curava nella sua mansione di gestore di investimenti della clientela privata.

di Francesco Casula

È stata l’indagine dei finanzieri del Gruppo di Taranto, guidati dal tenente colonnello Giuseppe Maniglio e coordinati dal pubblico ministero Giovanna Cannarile, a ricostruire il sistema messo in piedi dalla donna. In sintesi, nel suo ruolo di gestore clientela privati, la donna avrebbe fatto sparire somme di denaro sostenendo di averli investiti «approfittando - evidenzia il magistrato - anche di carenze di vigilanza all’interno del sistema di controllo degli istituti di credito».
L’attività investigativa è partita dopo la denuncia presentata proprio dalla Banca Popolare di Puglia e Basilicata (assistita dagli avvocati Nicola Buccico ed Egidio Albanese) nella quale la donna ha lavorato fino a ottobre 2016 e dalla quale si è dimessa, a causa dell’indagine interna avviata dall’istituto. Gli esiti dell’inchiesta, tuttavia, per l’accusa hanno dimostrato che Fullone aveva avviato una collaborazione con l’istituto Fideuram continuando, all’insaputa della banca, a portare avanti le sue condotte illecite. Era riuscita, infatti, a convincere alcuni clienti a trasferire i propri risparmi nel nuovo istituto nel quale lavorava.
«Gli elementi informativi e documentali raccolti - scrive il gip Benedetto Ruberto nella sua ordinanza - confermano, senza ombra di dubbio, che l’odierna indagata stia continuando a sottrarre denaro a quei soggetti, già clienti della Banca Popolare, indotti a trasferire le proprie disponibilità finanziarie, mediante l’accensione di nuovi conti presso la Banca Fideuram spa».
Il Tribunale, inoltre, ha disposto nei confronti della Fullone il sequestro preventivo di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per un ammontare di circa 40mila euro. Una somma che si riferisce esclusivamente alle somme sottratte, in modo ripetuto, ad una persona attraverso prelievi non autorizzati dal bancomat.
Le indagini delle Fiamme Gialle, però, non sono affatto terminate. I militari stanno setacciando tutto l’operato della donna e la vicenda appare destinata ad allargarsi.

mercoledì 8 novembre 2017

Truffò clienti di banca, negato patteggiamento ex direttore

Michele Scannicchio investì decine di milioni di euro a insaputa dei clienti: tra le vittime il progettista barese ing. Michele Cutolo



Il Tribunale di Bari ha rigettato la richiesta di patteggiamento per l’ex direttore della filiale barese della banca Unicredit Michele Scannicchio, accusato di aver truffato alcuni correntisti operando senza autorizzazione sui loro conti correnti, acquistando polizze vita e investendo a loro insaputa in azioni per centinaia di milioni di euro. Secondo il giudice monocratico Flora Cistulli, dinanzi al quale era stato proposto il patteggiamento a un anno e 10 mesi di reclusione, quelle condotte non configurano il reato di appropriazione indebita ma quelli di furto e truffa. Il giudice ha quindi dichiarato la propria incompetenza rinviando il processo al prossimo 16 novembre dinanzi ad un altro giudice (essendosi già espressa nel merito) perché il pubblico ministero riformuli le imputazioni.
I fatti contestati si riferiscono al periodo fra marzo 2010 e febbraio 2014. Stando all’indagine della Guardia di Finanza, coordinata dal pm Francesco Bretone e partita dalla denuncia di una delle vittime, l’ingegnere barese Michele Cutolo, Scannicchio avrebbe effettuato dai terminali interni alla banca 632 operazioni senza autorizzazione, fino a presentare «dati falsi riguardo la consistenza patrimoniale» dei clienti, alcuni dei quali noti imprenditori baresi del settore immobiliare. Nei confronti dell’ex direttore Scannicchio sono costituiti parti civili cinque correntisti, due società e la stessa banca Unicredit.

domenica 5 novembre 2017

Formia, rischia le venga venduta casa all’asta per un debito non suo

Rischia di vedere venduta all’asta la sua villa in zona San Remigio a Formia, per un debito non suo.

La vicenda che ha come protagonista una donna di Formia, F.P., attualmente rappresentata dall’avvocato Luca Scipione, ha inizio il 31 marzo del 2004 quando viene costretta a vendere la propria villetta a persone di Marcianise, C.A. e C.R.. Di fatto, però, l’atto di alienazione, all’apparenza una vendita stipulata in favore di C.M. ma senza un reale pagamento del prezzo, è stato impugnato subito dopo dalla F.P. dinanzi al tribunale di Gaeta (poi divenuto Latina) e la causa civile è durata, anche per la chiusura della sezione distaccata, diversi anni. Più specificatamente, la F.P. fu costretta con comportamenti estorsivi alla stipula per somme che C.A. e C.R. asserivano di vantare nei confronti del marito. Nel frattempo la ‘nuova proprietaria’ ha, all’insaputa dell’originaria padrona della villetta in zona San Remigio, ottenuto nel dicembre 2007 da una banca marchigiana un mutuo di liquidità per una società di C.A. e C.R., con una rata mensile di circa € 5000 e con contestuale iscrizione di ipoteca sulla villa di Formia. A febbraio di quest’anno il Tribunale di Latina, accogliendo la causa di F.P., ha annullato atto di vendita simulato per vizio del consenso. Insomma l’originaria proprietaria della villetta sembrava potesse finalmente rientrare in possesso del bene, se non fosse successo che, nel trascrivere la sentenza alla conservatoria dei registri immobiliari, ha scoperto che la sua casa era gravata dal mutuo e, dopo poco, gli è stato recapitato un avviso dal tribunale di Cassino secondo cui alcuni creditori della finta acquirente di Marcianise, tra cui la banca che aveva erogato il mutuo, avevano promosso ed erano intervenute con una procedura di espropriazione immobiliare sulla villa tornata di proprietà della mia cliente con la sentenza civile. “Paradossalmente, per alcuni aspetti di natura civilistica che sta seguendo altri colleghi civilisti – sottolinea l’avvocato Scipione -, la F.P. corre il serio rischio di vedersi venduta la propria casa all’asta per un debito che non è il suo e per delle procedure che non la riguardano e l’asta è fissata per il prossimo 9 novembre. L’assurdità di quanto accaduto e la seria preoccupazione della mia cliente di vedersi sottratta la casa per la seconda volta sarà fatta oggetto sia di un dettagliato esposto, col quale verrà chiesto di verificare la commissione di fattispecie delittuose da parte di tutti coloro che, a vario titolo, hanno avuto un ruolo nella vicenda del mutuo, da cui ha avuto corso l’iscrizione ipotecaria nel periodo di illecita sottrazione dell’immobile a F.P. e le procedure civili di esecuzione immobiliari, sia di un ricorso alla corte di Strasburgo per violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, tra cui l’inviolabilità del diritto di proprietà”.

scritto da redazione il 04/11/2017 alle ore 18:07, in Cronaca GiudiziariaFormia

sabato 4 novembre 2017

La Menzogna In Cui Viviamo (The Lie We Live)

Questo video lascia davvero senza parole! Dimostra che viviamo in una grande menzogna talmente diffusa da rendere quasi impossibile la percezione della realtà.



Ti sei mai chiesto cosa sia realmente la libertà?

La libertà e il potere o il diritto di agire, parlare o pensare come si vuole. Purtroppo, la società odierna è priva di potere, le democrazie sono falsi specchietti per le allodole, il diritto di agire è limitato da regole predefinite che seguiamo ciecamente ed ininterrottamente da tempo.
La vita è diventata un programma predefinito che si ripete ciclicamente giorno per giorno, sempre lo stesso: ci svegliamo, colazione, lavoro, cena, dormiamo….
Il pensiero comune viene limitato dalla disinformazione contorta di corporazioni e media in tutto il mondo, dai libri di testo che vediamo a scuola, i quali sono atti perlopiù all’ indottrinamento che all’ istruzione.
La libertà sta scemando in un modo talmente impercettibile da farci credere di essere liberi quando in realtà siamo schiavi moderni. La prigionia e la schiavitù sono intorno a noi, ma spesso non riusciamo a vederle perchè tutto ciò che ci circonda ci sembra “normale”.

Un sistema che ci fa vivere nella menzogna per darci l’impressione di libertà.

Crediamo di essere liberi perché abbiamo una casa, un lavoro, un’auto ecc, ma la realtà è che siamo tutti bloccati su un’isola massiva nello spazio chiamata Terra, imprigionati
da un sistema che è stato messo insieme dai popoli, ma che è diventato talmente corrotto da andare contro chi lo ha messo insieme.
Guerre, inquinamento, dissesti climatici fanno volutamente parte di questo sistema. Pensi che sono libere le popolazioni in guerra?
Ti senti davvero libero sapendo che non puoi bere liberamente acqua in natura perchè potrebbe essere inquinata? Sapendo che non puoi prelevare un frutto da un albero perchè potrebbe essere pieno di pesticidi nocivi? Sapendo che non puoi coltivare il tuo orto perchè la tua terra è inquinata?
In questo modo siamo costretti ad acquistare del cibo (apparentemente sicuro) dalle multinazionali.
Tutto ciò di cui abbiamo bisogno per vivere è di proprietà delle multinazionali. Ti sembra libertà questa?
Nel lontano passato, quando la parola libertà non era ancora definita, l’umanità poteva fare tutto ciò liberamente, senza paura di ammalarsi, senza paura di morire e senza libertà.
Di seguito vi mostriamo un video realizzato da Spencer Cathcart, una vera e propria “sveglia” per l’intera umanità. Mostra come viviamo in un sistema di menzogne talmente diffuse da  rendere quasi impossibile la percezione della realtà e la libertà. Buona visione
fonte : jedanews.it

venerdì 3 novembre 2017

Ex Bankitalia assunti in PopVI: Adusbef si rivolge alle Procure

ROMA. Nei giorni scorsi la Banca d’Italia, per difendersi dalle responsabilità negli ultimi 7 crac bancari (Mps, Veneto Banca, BpVi, CariChieti, CariFerrara, Banca Marche, Banca Etruria), che hanno bruciato 110 mld di euro riducendo sul lastrico almeno 350.000 famiglie, ha pubblicato sul suo sito una nota dal titolo: ‘Il presunto fenomeno delle porte girevoli‘, per difendere le carriere di suoi ex dipendenti in merito alla loro successiva assunzione da parte della Banca Popolare di Vicenza. I nomi finiti nel ciclone delle “porte girevoli” – che nella nota di via Nazionale sono “presunte” – sono quelli di Gianandrea Falchi, Mariano Sommella e Luigi Amore, accomunati dal passato in Bankitalia con ruoli e funzioni diverse e passati poi alla Popolare veneta. Via Nazionale precisa che, nella loro attività istituzionale, non hanno mai svolto ispezioni presso la banca con la quale hanno in seguito intrecciato le loro professionalità. In un solo caso, quello di Sommella, dice che “durante il periodo trascorso all’Ispettorato, ha svolto diverse ispezioni ma nessuna presso la Banca Popolare di Vicenza né presso realtà bancarie e/o finanziarie da essa controllate”. Bankitalia ricorda gli interventi legislativi che hanno riguardato la materia, che però sono in larga parte successivi al passaggio dei suoi funzionari nell’istituto in questione. Si cita infatti la legge anticorruzione del 2012 che ha introdotto per i dipendenti pubblici il divieto svolgere, per i tre anni successivi all’uscita dal pubblico, attività lavorativa presso “i soggetti privati nei confronti dei quali il dipendente abbia esercitato, negli ultimi tre anni di servizio, poteri autoritativi o negoziali per conto dell’Amministrazione”. Poiché Gianandrea Falchi è stato assoldato da Zonin nel 2013, come denunciato nella lettera al presidente Cantone dell’Anac del 26.10.2015 (che non ha mai avuto risposta), Adusbef presenterà esposti denunce alle Procure competenti, allegando gli articoli di stampa che smentiscono le affermazioni di Bankitalia, posto che almeno 4 ispettori, Menestrina, Romito, Onofri e Lio, quest’ultimo a seguito di una ispezione, sono stati poi assunti dal gruppo Banca Popolare di Vicenza. Inoltre, poiché da tempo Adusbef denuncia non solo il sistema delle porte girevoli tra Bankitalia e banche vigilate, ma anche allegre assunzioni poco compatibili con l’etica e la pubblica moralità, chiederà alle procure se per caso S.D., assunto nel maggio 2014 a Banca Nuova S.p.a., del Gruppo Banca Popolare di Vicenza, abbia rapporti di parentela con Antonella Dragotto, capo delle relazioni esterne e dell’ufficio stampa di Bankitalia ed in caso affermativo se tale ingaggio alla corte di Gianni Zonin siano stati promossi da Mariano Sommella e Mario Lio, entrambi ex di Via Nazionale. Elio Lannutti (Adusbef)

mercoledì 1 novembre 2017

Gordon Brown: “arrestare banchieri corrotti, o sarà nuova crisi”

Nella sua autobiografia, che verrà pubblicata la prossima settimana, Gordon Brown, ex primo ministro britannico, sferra un attacco ai banchieri che hanno causato l’ultima crisi finanziaria. Colpevoli a suo dire della più recente recessione della Gran Bretagna nonché della sua sconfitta nelle elezioni generali del 2010.
di Mariangela Tessa

Secondo l’ex premier laburista, i responsabili della crisi di un decennio fa “avrebbero dovuto essere arrestati per il loro comportamento fraudolento e disonesto”. Non solo. La mancata linea dura nei loro confronti ha fatto sí che gli stessi continuino a giocare  con denaro pubblico con il rischio di una nuova crisi.
“Se i banchieri che agiscono fraudolentemente non vengono messi in prigione con i loro bonus restituiti, i beni confiscati e vietati dalla pratica futura, daremo solo una luce verde a simili comportamenti in nuove forme”.
Brown ha inoltre rivelato per la prima volta che la Barclays aveva fatto un’offerta per acquistare la Royal Bank of Scotland, alla fine nazionalizzata nel 2008.
Ricordiamo che Golrdon Brown era stato primo ministro per meno di due mesi quando la crisi finanziaria cominciò nell’estate del 2007, ma lo era stato il decennio precedente quando i problemi del sistema bancario globale erano passati inosservati e non controllati.

martedì 31 ottobre 2017

Whatsapp: chat valide come prova se si acquisisce anche il telefono

Per la Cassazione solo così è possibile verificare l'affidabilità, nel processo penale, della mera trascrizione del contenuto della chat




di Valeria Zeppilli - In che modo è possibile acquisire in maniera corretta una conversazione WhatsApp come prova in un processo penale? Negli ultimi tempi, nella valutazione delle strategie difensive la domanda è sempre più diffusa, visto che ormai quasi tutti fanno uso di tale applicazione.
Con la sentenza numero 49016/2017 (qui sotto allegata), la Corte di cassazione ha dato una risposta: per l'utilizzabilità della chat è indispensabile l'acquisizione del supporto telematico o figurativo.

Affidabilità della prova

Per i giudici, è vero che la registrazione di tali conversazioni da parte degli interlocutori rappresenta la memorizzazione di un fatto storico, del quale è possibile disporre a fini probatori: si tratta infatti di una prova documentale legittimata dall'articolo 234 del codice di procedura penale, il quale contempla la possibilità di acquisire in giudizio anche documenti che rappresentano fatti, persone o cose attraverso la fotografia, la cinematografia, la fonografia o qualsiasi altro mezzo.
Tuttavia, è anche vero che la trascrizione ha una funzione di mera riproduzione del contenuto della principale prova documentale, con la conseguenza che la sua utilizzabilità richiede necessariamente l'acquisizione del supporto che la contiene. Solo in tal modo (e quindi esaminando direttamente il supporto) è infatti possibile controllare l'affidabilità della prova, ovverosia la paternità delle registrazioni e l'attendibilità di quanto esse documentano.

La vicenda

Nel caso di specie, il giudice del merito, in assenza del supporto, aveva deciso di non acquisire in giudizio la trascrizione della chat WhatsApp intercorsa tra l'imputato del reato di stalking e la parte offesa, che la difesa dell'imputato voleva versare agli atti del processo per provare l'inattendibilità della persona offesa.
Per la Cassazione, tale decisione è ineccepibile: la conversazione non può fare il suo ingresso nel giudizio.
Corte di cassazione testo sentenza numero 49016/2017 

PIOGGIA DI DENARI Bankitalia, dopo la riconferma di Ignazio Visco promosso oltre 1.700 dipendenti: spreco di soldi pubblici

Si stappa champagne in Banca d’Italia. Per la riconferma di Ignazio Visco a Governatore, certo. Ma soprattutto per la raffica di promozioni e aumenti di stipendio che l’accompagna e che in via Nazionale può fare dire: «C’è gloria per tutti». Perché una volta incassata la ri-nomina di Visco il giorno 25 ottobre il dipartimento risorse umane e organizzazione-divisione e avanzamenti della Banca d’Italia con circolare n. 1276105/17 inviata a tutti i capi da Alberto Martiello, delegato del direttore generale, si è potuto annunciare al popolo di via Nazionale e sedi distaccate (poco meno di 7 mila dipendenti) la buona novella dei «passaggi di livello economico 2017»: in tutto 1.706 promossi di funzione e di stipendio.

Champagne per tutti, ha proprio un gran cuore il Governatore, e pazienza se c’è qualcuno che resterà deluso perché le ipotesi di promozione iniziali erano per 2.666 dipendenti. In ogni caso chi ce l’ha fatta è un piccolo esercito (un dipendente su quattro) ed alzerà il calice felice a brindare insieme al suo potentissimo governatore quasi a vita per grazia di Paolo Gentiloni.
Per salvare la forma di una raffica di promozioni di proporzioni tali che nessun segmento del lavoro pubblico e privato in Italia mai si sognerebbe di ottenere, nella circolare si spiega che «l’esercizio di attribuzione dei livelli fa riferimento alla performance registrata nel corso del 2016 e sono state prese in esame tutte le persone, in possesso dei requisiti di esaminabilità, inquadrate nei segmenti di Esperto e Consigliere, al primo e secondo anno di permanenza nel livello, e di Direttore addette presso le varie strutture al 31 dicembre 2016».
I dati generali delle promozioni divise per settori e qualifiche sono consultabili da tutti i dipendenti grazie a un documento interno che le ripercorre e che è diventato visionabile da sindacati e utenti registrati sull’applicazione intranet “Gaia”, un nome che è davvero un programma. C’è da credere che saranno assai gai i beneficiari di tanta generosità. Siccome le regole di avanzamento e promozioni interne alla Banca d’Italia a tutto fanno riferimento fuorché alla meritocrazia (quella si brandisce per fare la morale agli altri in dibattiti e convegni con i celebratissimi moniti Bankitalia), i diretti interessati non sanno di avere ottenuto l’aumento di stipendio o perché. Ci sperano perché una promozione su quattro è una bella roulette russa, ma non ne sono certi, perché nessun superiore gli ha mai detto come capita in ambienti normali di lavoro: «Sono molto contento di come ha lavorato quest’anno, caro ragionier Bianchi. La proporrò per una promozione...».
TERNO AL LOTTO
È un terno al lotto, con una buona speranza che sulla ruota fortunata venga fuori il proprio nome. Ma la suspense è tanta e può fare rischiare l’infarto ai diretti interessati. Niente paura, perché Visco e i suoi hanno il cuore grande e comprendono anche questa umanissima trepidazione. Così la circolare interna annuncia piena di calore umano: «Al fine di consentire a ciascun dipendente di conoscere l’eventuale attribuzione di un passaggio di livello economico a partire dal 26 ottobre p.v. Sarà aggiornata in Siparium la sezione “i miei dati”. A partire dalla stessa data i risultati complessivi dei passaggi di livello economico saranno resi disponibili in Launchpad nella funzionalità “Situazione del personale-Area Manageriale e Alte professionalità”, ove sarà possibile consultare gli avanzamenti di livello di tutto il personale». Sarà come mettersi davanti ai tabelloni di scuola per capire chi viene ammesso o no all’esame di maturità e guardare trepidanti i voti ottenuti in ogni materia.
I NUMERI
Qui però non si tratta di pagelle, ma di bei soldini che arrivano insieme alla buona novella del gran capo che resta in sella altri 6 anni per promuovere, avanzare, gratificare il suo popolo adorante.
Per i direttori e avvocati senior la proposta era stata di 490 promozioni, ne sono state fatte 339 (69,2%), di cui 145 a livello pieno e 194 a livello transitorio. All’interno i più fortunati sono stati i capi servizio: portano a casa 22 promozioni sulle 23 proposte. I meno fortunati i sostituti di divisione: 28 promozioni sulle 52 proposte. Per consiglieri e avvocati le promozioni sono state generose nei confronti di chi era al secondo anno (642 sulle 695 proposte), un po’ meno nei confronti di chi era al primo anno: 246 promozioni sulle 713 proposte. Stessa musica nella promozione degli esperti: al secondo anno premiati il 95,2% dei proposti (in tutto 379) e al primo anno percentuali più basse: il 27% dei proposti (in tutto 100). Nelle tabelle che pubblichiamo ci si può sbizzarrire poi a vedere area funzionale per area funzionale come è andata la lotteria delle promozioni.
I SINDACATI
I sindacati sono gli unici che riescono a lamentarsi anche quando scorrono fiumi di champagne nella gran festa che ha accompagnato la riconferma di Visco. Cauta la reazione del Cida, il sindacato del personale direttivo: «Una volta presa visione di tutti i dati disponibili faremo le nostre osservazioni, anche sulla adeguatezza dell’informativa fornita ai colleghi». Critico invece il Sibc Cisal, che sostiene che il giro di promozioni è stato fatto «per dare più soldi, molti più soldi all’alta dirigenza della banca». Ma la ferita che secondo loro sarebbe stata inferta è quella del basso numero di promozioni garantite a chi lavorava nella vigilanza bancaria, che sarebbe il fanalino di coda fra i settori dei beneficiari. I numeri in realtà non sono bassissimi: 55 dirigenti promossi sugli 82 proposti; 41 consiglieri del primo anno sui 119 proposti; 100 consiglieri del secondo anno sui 110 proposti; 13 esperti del primo anno sui 57 proposti e 127 esperti del secondo anno sui 135 proposti. In tutto la vigilanza ha ottenuto 336 promozioni sulle 495 proposte.
Però il sindacato autonomo ci costruisce sopra un ragionamento non proprio infondato: la conferma di Visco - dicono - «sancisce che l’operato della Banca di Italia e della Vigilanza, struttura particolarmente sotto accusa della stampa, è stato corretto. Se quindi non ci sono stati errori, negligenze, omissioni in un’attività che ha un notevole impatto sistemico e una indubbia rilevanza esterna (…) sarebbe stato normale attendersi che venisse riconosciuta tanta professionalità anche nelle scelte della amministrazione, almeno con pari trattamento rispetto ad altre aree». Detto quel che Gentiloni non aveva capito - e cioè che la riconferma di Visco equivale a dire che la vigilanza della Banca d’Italia in Mps, banche venete e banche toscane ha fatto un lavoro di fino addirittura encomiabile - arrivano le minacce: «Sarebbe doverosa una spiegazione di questo fenomeno, magari da parte di chi da anni è a Capo del dipartimento, e che in più occasioni ha ribadito che la vigilanza non ha sbagliato nulla: davvero uno strano modo di riconoscerlo. Giusto per sapere e regolarsi: lavorare di notte e nei fine settimana non fa benissimo alla salute. Se si capisce che fa male pure al percorso professionale...». Incontentabili.
di Franco Bechis@FrancoBechis

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