mercoledì 17 gennaio 2018

ARGENTINA: IL BLUFF ENTE FRIULI NEL MONDO ED EFASCE

ARGENTINA: IL BLUFF ENTE FRIULI NEL MONDO ED EFASCE 1196A (PARTE UNO) -


Quello che vi stiamo per svelare è il contenuto di una lunga inchiesta fatta grazie ad un alcuni connazionali in Argentina che svolgono importanti ruoli dirigenziali nel sistema economico e sociale. Un viaggio fra business privati, contributi e voti. Ovviamente il contenuto del dossier resterà nell'anonimato, ma le autorità competenti potranno in qualunque momento chiederci maggiori informazioni in dettaglio. Per la lunghezza e la complessità degli argomenti l'inchiesta durerà quattro puntate. Inizia così il rapporto del nostro "collaboratore": Gentile Perbenista, invio una breve storia degli ultimi 17 anni del mondo dell'associazionismo friulano e della sua federazione. Anche se ne ha più di 64 anni. Per tutti noi viene rappresentato nelle figure dell'Ente Friuli nel Mondo, Efasce ed Alef. Prima di tutto voglio chiederle di conservare l'anonimato per motivi di ordine personale e di funzione che non mi consente di svelare un lungo imbroglio di più di 60 anni, se ben ad un giornalista di inchiesta come lei; tuttavia questa mia documentazione le permetterà di trovare alcune tracce di un modus operandi non convenzionale. molto lontano dal bene comune dei friulani nella piccola patria e nel mondo. Abbiamo più di un secolo di emigrazione e questo ha permesso a questi gruppi di creare una modalità per evitare che qualcuno tornasse in Italia. Così hanno organizzato questo mondo associativo che si occupava di realizzare visite in diversi punti dove i connazionali si ritrovavano in modo sociale più che culturale. Fu così che questi punti aggregativi furono chiamati fogolars. Loro dal 1954 hanno iniziato con le visite a questi centri di aggregazione dei friulani nel mondo. In cosa consistevano questi incontri? Portare un saluto della terra e come visitanti venivano accolti, portati a spasso amangiare piatti tipici, ballare e divertirsi. Queste persone, a capo dei fogolar, per abitudine ed ignoranza venivano trattati come autorità regionali, quando in realtà non lo erano. Così hanno usurpato per anni un ruolo, perchè gli portava grandi convenienze. Erano importanti e potenti di fronte ad una marea di gente con nostalgia della propria terra. Le speculazioni sulle emozioni di quella povera gente che aveva lasciato il cuore nel Friuli aumentavano di anno in anno, specie fra quanti non potevano permettersi di pagarsi un aereo e tornare in Italia. Non è vero che sono scappati dalla terra perchè volevano; sono andati via perchè il lavoro in Friuli era garantito solo ad alcuni. Sessantaquattro anni di una modalità che ha coperto l'assenza di una vera politica e di una vera assistenza di uno stato regionale (il Friuli Venezia Gulia) verso i propri connazionali in Argentina. Sono stati oltre sessanta anni di drenaggio costante di soldi e non pochi, verso destini poco fruttiferi per la cultura e la diffusione del Friuli Venezia Giulia. Dopo tanti anni e tanto spreco, nessuno in Argentina, nemmeno gli italo argentini sanno dove si trova il Fruli. Invece tutti conoscono e sanno che esistono Napoli, la Sicilia, la Calabria, il Piemonte e l'Umbria, ma nessuno sa dove è il Friuli e che città vi siano. E' sufficiente fare una verifica della gestione dei fondi recepiti e del loro utilizzo per capire la totale inutilità per la collettività di questo mondo associativo friulano. Con il 2001, con la distruzione economica dell'Argentina, inizia il crollo definitivo di questo mondo associativo friulano nel mondo. Questi Enti, in Argentina come in Venezuela, si sono dati da fare per recuperare fondi della Regione Fvg per dare un aiuto ai discendenti friulani in queste terre. Così hanno organizzato dei corsi di formazione per far riscoprirer le radici. Hanno scelto 25 giovani laureati da portare in Friuli. Hanno incassato per ogni studente circa 5mila euro a testa. Dopo soli tre mesi in Friuli i giovani neolaureati sono dovuti ritornare in Argentina. Altri non sono nemmeno riusciti a ritornare in Argentina. Cosa hanno fatto queste associazioni? Hanno inviato i ragazzi alla raccolta dell'uva nelle aziende collegate a queste associazioni. Casualmente un grosso imprenditore, ex presidente dell'Ente Friuli nel Mondo, ha un'azienda agricola vitivinicola; così hanno inviato da lui ingegneri informatici, agronomi, medici ed architetti a lavorare nei camoi gratis. A costo zero per loro, anzi con agevolazioni per assumere precariamente questi giovani. Tutta questa manovra è stata una vera offesa per molti laureati friulargentini ed ha comportato un notevole guadagno di questa classe "dirigente" dell'ente. (fine prima parte)
fonte : ilperbenistafvg

I DATI ECONOMICI FALSI DIFFUSI DAI MEDIA - Antonella Stirati

I DATI ECONOMICI FALSI DIFFUSI DAI MEDIA - Antonella Stirati

venerdì 12 gennaio 2018

Bankitalia spieghi a Mps che il loro imprenditore modello è De Benedetti

Bankitalia spieghi a Mps che il loro imprenditore modello è De Benedetti



Domani mattina fondo una società, la indebito fino all’osso, poi allargo le braccia e spiego che quei soldi non li posso restituire e la società la metto in vendita. Non la compra nessuno? E allora se la prendano le banche che avevano prestato quei soldi. Certo, mi spiace che una di quelle rischi di andare gambe all’aria con quei debiti. Ma non è più affare mio. Adesso non ho tempo di discuterne, perché sono atteso in Banca di Italia dai suoi vertici che mi riceveranno come un eroePiaciuta la storia? Beh, non è fiction. Ma realtà. Solo che io non sono io, che non verrei mai ricevuto dalla Banca di Italia a piacimento. Perché non mi chiamo Carlo De Benedetti. E la società fondata non è immaginaria, ma il gruppo Sorgenia, per cui è finita più o meno così (anche se oggi con un nuovo management sembra avere trovato una nuova vita). E anche la banca costretta a leccarsi ferite profondissime per i soldi prestati a Sorgenia non è fiction: è il Monte dei Paschi di Siena, che poi per non traballare ha dovuto acciuffare al volo i bond-aiuto dello Stato e dei contribuenti italiani.



Ecco, avendo presente quel che è accaduto a Mps grazie alla Sorgenia allora di De Benedetti, si fa davvero fatica a comprendere le ragioni di quel che l’ingegnere stesso ha raccontato alla Consob che lo interrogava su quello strano acquisto di banche popolari con relativo buon guadagno nel gennaio 2015, a poche ore dal varo del decreto di Matteo Renzi che trasformava in spa 10 popolari italiane. L’ingegnere che aveva regalato a Mps quel bel problema ha dovuto spiegare che della riforma delle popolari aveva parlato il 14 gennaio 2015 con il vicedirettore generale della Banca di Italia Fabio Panetta, che lo aveva ricevuto in pompa magna come era abitudine.



“Ero tornato dalle vacanze”, ha spiegato De Benedetti ai funzionari dello Consob che lo interrogavano come teste secondo il verbale svelato da Il Sole 24 Ore, “ed ero andato a trovare Panetta in Banca di Italia, come faccio abbastanza abitualmente con lui o con Ignazio Visco, una volta al mese – una volta ogni due mesi, non c’è una scadenza precisa, ma, diciamo, una consuetudine precisa”. In quell’incontro Panetta svela a De Benedetti che “l’unica cosa positiva che mi pare che finalmente il governo si sia deciso ad implementare quella roba che noi chiediamo da anni e cioé la trasforma…, ,la riforma delle, delle popolari”.



Nell’interrogatorio De Benedetti poi spiega di avere parlato delle popolari alle 7 del mattino a colazione con Matteo Renzi, di essere stato suo consulente informale, di avere inventato lui il job act e di avere rapporti di amicizia con Maria Elena Boschi e Pier Carlo Padoan che spesso vanno a cena a casa dell’ingegnere. Praticamente De Benedetti era il padrone di casa del governo, che in fondo per lui non era una istituzione, ma una combriccola di amici: “perché poi sa, quello lì si chiama Governo, ma non è un Governo, sono quattro persone, ecco…”. Poi l’ingegnere torna sui suoi rapporti con il Governatore della Banca di Italia: “ho un buon rapporto con Visco da quando lui era all’Ocse per cui ci vediamo così per fare quattro chiacchiere… Visco non parla tanto volentieri dell’Italia, gli piace di più parlare del mondo, ecco…”.



Ecco. Carlo De Benedetti non ha più cariche imprenditoriali nè ruolo pubblico di alcun genere. Per l’istituzione Banca di Italia non dovrebbe essere nemmeno un idolo, visti i problemi che ha lasciato con Sorgenia sul groppone di una delle principali banche italiane, Mps. Difficile immaginarsi che l’istituzione che deve sempre astrarre dai rapporti personali stenda come viene qui descritto, tappeti rossi a un privato cittadino che non si capisce come mai venga ricevuto in Banca di Italia. Non solo: parla con lui anche di notizie riservate (come quella dell’intervento sulle popolari) che ai vertici di Bankitalia sono arrivate per via istituzionale grazie a un incontro con il governo dell’8 gennaio 2015. Dobbiamo dedurre che per Banca d’Italia il signor De Benedetti sia un modello di riferimento. Chissà se Mps lo sapeva. Ottima cosa però che l’informazione oggi sia nota a tutti. Quinditi prendete a calci la vostra banca e non onorate i debiti contratti: Visco & c vi faranno i complimenti, e vi soffieranno pure qualcosa di molto utile all’orecchio…

Disabili e sesso: genitori costretti a masturbare i figli – Emilia

I genitori a volte sono costretti a masturbare i figli o ad accompagnarli da una prostituta. E’ questa la denuncia che viene dal mondo dei disabili, un mondo in cui non sembra ci sia posto per la sessualità.



Dove le pulsioni devono essere represse oppure soddisfatte in maniere umilianti. A occuparsi del tema è il regista messinese Francesco Cannavà il quale ha girato Because of my body, il primo documentario italiano sull’assistenza sessuale ai disabili.

Ai media locali Cannavà, 37 anni, ha ricordato che la figura del lovegiver, l’assistente sessuale, ormai è riconosciuta in paesi come Olanda, Germania, Svizzera e Danimarca. In Italia invece c’è un disegno di legge che ormai è fermo da tre anni.

Se ne riparlerà (forse) all’inizio della prossima legislatura.

Ma non occorre scomodare le alte sfere delle istituzioni, l’argomento resta tabù anche nella vita di tutti i giorni.

Cannavà spiega che innanzi tutto bisogna fare enormi passi avanti dal punto di vista culturale: “La disabilità, specie quando è fisica e motoria, è considerata in Italia ancora come una deformità o una mostruosità“. Nel documentario viene sottolineata anche la condizione particolarmente svantaggiata delle donne disabili.

Infatti per loro i prezzi di una prestazione con un gigolò sono particolarmente proibitivi, anche dieci volte superiori alla tariffa ordinaria. Sono, insomma, rifiutate.

Sull’argomento, tempo fa ERMamma aveva intervistato l’attrice e scrittrice Giorgia Wourth, autrice del romanzo L’accarezzatrice: “Nei Paesi dove l’assistenza sessuale è riconosciuta, da un po’ di anni ci sono corsi di 600 ore, per intraprenderla come professione – aveva spiegato la Wourth -. C’è bisogno di formazione ma soprattutto di spontaneità.

Per questo molte brave assistenti sessuali sono ex prostitute, che hanno deciso di dedicarsi esclusivamente a un certo tipo di corpi. Poi persone che vengono dall’ambito infermieristico, che comprendono i limiti dei corpi fragili, o dalla medicina alternativa.

Inoltre è fondamentale la competenza sugli aspetti psicologici, anche perché c’è il confronto con medici, familiari o istituti”.

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Fonte: Google News – Sessualità e amore site-emiliaromagnamamma.it

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